Il ribelle del Romanticismo inglese
Troppo spesso considerato, purtroppo, soltanto come il marito della madre di Frankenstein: eppure, il mondo, la poetica e la vita di Percy Bysshe Shelley fu qualcosa di straordinario, appassionato ed incredibile.
Possiamo considerarlo come uno dei maggiori esponenti del Romanticismo inglese, uomo noto per il suo idealismo ribelle e le liriche potenti e disarmanti. Attraverso le parole e con il tocco solite della penna, smascherava l’ipocrisia dell’epoca e benediva ogni forma di ribellione ad essa.
Una vita contro le convenzioni
Una vita caratterizzata da convenzioni sfidanti, da un esilio autoimposto in Italia e da una morte prematura che lasciò tutti devastati e distrutti.
Uno scrittore che decise il destino da seguire, a qualsiasi costo.
Nato in una ricca famiglia del Sussex, Shelley manifestò presto un temperamento anticonformista, al limite della trasgressione e causando non pochi problemi all’onorabilità di una casata molto in vita. Il padre ne aveva già deciso le sorti, combinando matrimonio e organizzandone il futuro, senza tenere conto di sentimenti ed inclinazioni.
La cosa non era inusuale all’epoca, ma a Percy non stava bene.
Studiò a Eton e all’University College di Oxford, da cui fu espulso nel 1811 per aver scritto e distribuito un pamphlet intitolato The Necessity of Atheism (La necessità dell’ateismo), in cui promuoveva idee radicali e scettiche.
Amori, fughe e scandali
Si sposò per la prima volta con Harriet Westbrook, un’unione che terminò tragicamente con il suicidio di lei a causa di una presunta depressione mai adeguatamente curata.
In seguito, fuggì in Europa con Mary Shelley, la figlia della celebre femminista Mary Wollstonecraft e del filosofo William Godwin. Successivamente la moglie divenne nota al mondo come Mary Shelley.
L’esilio italiano e il circolo dei poeti
Per sfuggire al clima ostile dell’Inghilterra vittoriana e ai problemi finanziari e legali, Shelley e Mary si trasferirono in Italia nel 1818. Qui strinse una forte amicizia con Lord Byron e John Keats. Fu un periodo di grande creatività letteraria per il poeta.
Il gruppo di poeti, rinnegati ed esiliati dalle rispettive famiglie, divenne una fucina solidale di idee e condivisione culturale. Essi si sentivano spiriti affini e desiderosi di cambiare una società dannatamente perbenista ed ancorata ad idee ancestrali e gerarchiche.
La morte e il riconoscimento postumo
Shelley morì tragicamente l’8 luglio 1822, annegato durante una tempesta mentre navigava in barca, vicino a Lerici. Il corpo, una volta recuperato, venne cremato sulla spiaggia, alla presenza di Byron e Leigh Hunt.
Dopo la dipartita, e grazie al lavoro di raccolta di moglie ed amici, le sue opere iniziarono ad essere conosciute ed apprezzate.
A differenza di Lord Byron, egli non ebbe il giusto riconoscimento e anzi subì diverse angherie e ostracismo a causa del temperamento rivoluzionario e ribelle.
Temi e visione poetica
Tutta la poetica di Shelley è intrisa di temi come libertà politica, giustizia sociale, bellezza della natura e affrontò anche tematiche estremamente innovative come il potere trasformativo dell’immaginazione e della poesia stessa.
Cito alcune delle opere più famose.
● Queen Mab (1813)
Un poema filosofico che attacca le istituzioni sociali, politiche e religiose dell’epoca.
● Alastor; or, The Spirit of Solitude (1815)
Un’opera che esplora il tema del poeta idealista alla ricerca di un compagno spirituale, condannato alla solitudine.
● The Revolt of Islam (1818)
Un poema narrativo che celebra ideali rivoluzionari e la possibilità di rinnovamento sociale.
● Prometheus Unbound (Prometeo liberato) (1820)
Un dramma lirico in quattro atti, considerato il suo capolavoro
● To a Skylark (A un’allodola) (1820)
Una lirica che ammira il canto inafferrabile e gioioso dell’allodola, simbolo di pura ispirazione poetica.
● Adonais (1821)
Un’elegia pastorale scritta in memoria di John Keats, morto prematuramente a Roma.
● A Defence of Poetry (In difesa della poesia)
Un saggio in prosa in cui Shelley espone la sua visione del poeta come “legislatore non riconosciuto del mondo”.
Un rivoluzionario dell’immaginazione
Shelley rimane una figura emblematica del Romanticismo, un poeta visionario che ha sognato un mondo migliore e ha usato la sua arte come strumento di cambiamento radicale.
Rivoluzionario fino all’ultimo respiro, mai pago di quella libertà che pagò con la vita stessa.
Oltre ogni convenzione, oltre ogni regola ipocrita, lottando affinché ogni artista potesse sentirsi sé stesso.
Eroe della letteratura nel cuore, ancor prima di essere poeta.

