Una letteratura in continua trasformazione
La letteratura in questi anni è in continua evoluzione e se prima potevamo attestarla e incanalarla in generi ed epoche storiche, ora non è più assolutamente così. Basta fare un giro in qualsiasi libreria fisica o online per comprendere che siamo di fronte ad una delle scelte più interessanti, articolate e molteplici della storia.
I nuovi prodotti non appartengono ad una corrente ben precisa e gli autori moderni più famosi differiscono tra loro in modo abbastanza evidente. Le classifiche delle case editrici vedono di pari passo biografie, libri di avventura, romanzi, gialli: non è una cosa insolita vedere il libro di qualche cantante sullo stesso piano di un’opera storica.
Oltre i pregiudizi: capire il nostro tempo
Bene o male? Scendere nella becera condanna a furor di popolo credo sia quanto di più deleterio si possa fare perché mette inevitabilmente i paraocchi alla comprensione e analisi del nostro tempo.
J. K. Rowling, Dan Brown, Stephen King o Patricia Cornwell oppure autori italiani come Jennifer Radulovic o Alessandro Barbero sono davvero esempio di come la letteratura possa essere variegata e multiforme. Frutto sicuramente di una globalizzazione e di una connessione sempre più immediata e condivisibile. Al pari di persone che non hanno avuto la loro stessa formazione e che provengono da ambiti completamente differenti. Uniti tutti nello scopo di raccontare le loro opere e donare qualcosa di sé. Perché anche gli stessi storici che raccontano vicende apparentemente lontane dalla loro vita (sia per differenza cronologica che fisica) lasciano una traccia dell’anima, inevitabilmente.
E questo li rende unici.
Eppure, ritengo e ribadisco che, alle fondamenta del loro successo siano presenti quattro cose assolutamente fondamentali: lo studio, un più che ottimo editing, la passione e la determinazione. La genesi di ogni opera insegna che non sempre il trionfo è frutto solo del caso o della fortuna. Ci vuole perseveranza e tenacia, uniti ad una grande forza d’animo. Gli scrittori che ora scalano le classifiche hanno compreso appieno questi principi e non si sono mai arresi di fronte a tante porte sbattute in faccia. Anche da case editrici di prestigio, le quali ora si mangiano le mani per gli incassi faraonici mancati.
Gli esempi nostrani
Partendo dagli esempi nostrani, penso ad un Alessandro Barbero, ora agli onori delle cronache per la grande cultura, carisma e studio ma, per sua stessa ammissione, i cui inizi non sono stati per nulla facili.
Oppure a Jennifer Radulovic, allieva dello stesso professore torinese e che ho avuto il privilegio di conoscere, creatrice di lezioni accademiche performanti e suggestive nei teatri, pioniera unica nel suo genere: anche per lei, la strada è stata ed è spesso in salita.
La forza di chi ha creduto nei propri sogni
Inoltre, tutti credo conoscano le sorti della madre di Harry Potter e del creatore del Letteratura
Lontani per genere, formazione e cultura personale gli uni dagli altri, ma tutti accomunati da un grande sogno.
Volevano esprimere loro stessi, la passione che portavano nel cuore e che trasuda dalle loro viscere, ad ogni costo.
I tempi attuali si dice siano sempre più poveri di contenuti, eppure che tale affermazione non sia del tutto vera. Siamo talmente martellati di stimoli, innovazioni ed informazioni da non percepire il gusto della sorpresa e della scoperta.
La via dello scrittore: fatica, umiltà e cadute
Uno scrittore deve faticare non poco per affermarsi e imparare ad incassare tantissime sconfitte, avere i piedi ben saldi a terra e l’umiltà sempre nel cuore.
I grandi autori di oggi ne sono il chiaro esempio, e da loro dovremmo imparare a credere che gli insuccessi sono solo delle mete da attraversare, necessarie per comprendere se la strada che si è scelta è quella giusta.
La cultura non è morta, ha solo cambiato forma e pensiero.
Sta a noi scegliere e decidere cosa perseguire e scegliere nella lettura.
Ma ricordatevi che lo studio, la dedizione e la passione non hanno prezzo e scegliere di perseguirle è sempre una scelta vincente: costi quel costi.

