Un paese di grandi capolavori letterari
Il nostro è uno di quei paesi che vanta capolavori letterari unici e, nel corso dei secoli, è stato protagonista indiscusso di diverse correnti letterarie, oltre ad aver rappresentato patria e rifugio di diversi scrittori: basti pensare che una delle tappe predilette del Grand Tour era proprio Roma.
Ma come si è evoluta la cultura letteraria in Italia?
Una fotografia impietosa del presente
Ahimè, se dovessi fare una fotografia del presente, essa sarebbe davvero impietosa e quasi abietta. Con questa affermazione, però, vorrei evitare di fomentare qualsiasi sterile polemica, tuttavia l’esperienza di “ombra dietro le quinte” di diverse realtà culturali sia provinciali che nazionali, mi ha portato a fare diverse ed opportune considerazioni.
Doverosa eccezione per alcune, importanti, perle rare, ciò che noto è davvero impietoso: storie create per seguire fama e tendenza del momento, vicende intercambiabili, copertine create in modo quasi standard e linguaggi scarnificati fino all’anonimato. Pochissimo utilizzo di sinonimi, perifrasi ridotte all’osso e sviluppi narrativi assolutamente simili tra loro. Anche gli stessi personaggi sono, quasi sempre, prodotto di un trend. Le trame, ricche di pathos, innovazione e padronanza lessicale, sembrano non creare attenzione ed avere un seguito importante e meritevole: una parte di pubblico predilige opere che sono tranquillamente sostituibili e che sicuramente non toccano l’anima, pronte a finire nel dimenticatoio dopo qualche stagione.
Il compito difficile dello scrittore
Come per i film di spessore, credo che un libro degno di tale definizione debba necessariamente scuotere e smuovere il cuore di chi legge, invitandolo alla riflessione. Un volume può anche far male nel profondo, perché, talvolta può essere lo specchio della nostra inquietudine e dei nostri tormenti. Fare lo scrittore, e non finirò mai di ripeterlo, è un compito ingrato e difficile. Portavoci scomodi di storie non sempre facili, pensieri coraggiosi e vicende che nessuno ha la forza di raccontare. Eroi di un mondo che li vuole condannare al silenzio scomodo di chi vede oltre la realtà e lo urla disperatamente. Anche in questo caso, definirsi “autore” non è uno scherzo. Dietro ad ogni creatura letteraria c’è impegno, dedizione, passione e faticoso lavoro. Creare opere in serie, anche a distanza ravvicinata come spesso accade di vedere, può anche non essere sinonimo di cura e attenzione.
Qualità contro quantità
Molti dei più grandi letterati hanno composto una sola, straordinaria, opera che ha lasciato impressa la loro memoria nel mondo. E in essa si sono immersi, totalmente e in modo viscerale. Non deve essere la quantità ad essere prediletta, ma la qualità come somma virtù e massima forma di espressione verso ciò che si sta andando a creare.
Il legame tra libro e lettore
Perché un vero lettore percepisce tutto questo e si affeziona all’opera se ne intuisce il lavoro e lo sforzo dietro di essa. Legge le parole e viaggia con la mente, ritrovandosi in posti lontani o vivendo sensazioni che mai pensava di provare.
Se un libro non riesce, attraverso le proprie frasi e versi, a diventare tutt’uno con il lettore, allora sarebbe stato meglio non fosse mai esistito.
Il rispetto per il lavoro degli artisti
La mia può sembrare una visione arcaica e intransigente, ma credetemi, lavorare nell’editoria ed osservare la frustrazione di tanti professionisti che, dopo anni di lavoro, studio e fatica, vengono considerati al pari di zero, fa male.
È nell’ordine delle cose che la letteratura sortisca una specie di alienazione sociale e mancato riconoscimento: in fondo quanti scrittori, ora pietre miliari della letteratura, hanno subito ostracismo e derisione in vita?
Un libro è un atto d’amore
Eppure, credo fermamente nel duro lavoro di ogni artista ed avrò sempre il massimo rispetto verso un libro frutto di sacrificio e impegno. Nato non per raccogliere successo o consenso, ma raccontare.
Che sia una storia, un’emozione o qualsiasi altra cosa: un libro è un atto profondo d’amore.
Teniamolo sempre a mente ed impariamo a scegliere cosa leggere.

