Difendere la cultura in un tempo di semplificazione
Mai, come di questi tempi, è profondamente necessario difendere la cultura e lo studio.
Fermamente e con convinzione; un compito ingrato, pesante e se, vogliamo dirla tutta, anche scomodo.
Inutile negare che ci troviamo di fronte ad una semplificazione ed una serialità di opere assolutamente preoccupante. Prodotti che seguono il trend del momento, cavalcando l’ondata di consenso, senza porre le fondamenta su una competenza letteraria. Alcuni di loro (non tantissimi per fortuna) nemmeno corroborati da un lavoro di editing ed impaginazione accurato.
Il problema di una letteratura senza lettori
Perché nasce tutto questo? Evitando di fare la maestrina di turno, ci sono però dei fatti innegabili. Ed uno di questi è, a mio modesto parere, il fatto più grave.
Molti autori non sono lettori: questo rappresenta una lacuna gravissima.
Leggere libri, oltre che nutrire l’anima, è una palestra cardine per imparare a scrivere.
Semplicemente anche solo per apprendere figure retoriche, suoni particolari e persino sinonimi. Ogni libro è un piccolo dizionario narrativo e culturale dell’epoca in cui è stato scritto. Frutto di espressioni, sentimenti e pensieri.
I grandi classici come guida
Capolavori della letteratura non rappresentano solo storie grandiose ed uniche, ma anche dei veri e propri caposaldi da cui prendere ad esempio. Creati da menti straordinarie che hanno lottato per esprimersi ed approfondito ogni aspetto del loro lavoro.
Attenzione: la conoscenza di un argomento non è un compito facile, tuttavia è necessario e fondamentale.
Il futuro non può definirsi tale se non prescinde dal passato e dallo studio.
Diffondere cultura è un dovere morale, semplificarla è un orrore imperdonabile e anche un’offesa profonda.
Concedetemi questo integralismo, ma ho profondo rispetto per ogni autore e devozione verso ogni opera che ho letto.
Non esiste un lavoro fatto bene se non tiene conto dei punti cardine della letteratura.
Social media e impoverimento dei contenuti
I social, soprattutto Instagram e TikTok ci hanno ridotto ad una semplificazione scarna dei contenuti e ad un notevole abbassamento della soglia di attenzione significativa; tuttavia, questo non significa accettare il lento ed inesorabile declino di uno dei tesori più importanti per l’essere umano.
Tante sono le ribellioni a questo, e provengono dal pubblico stesso.
Si sta lentamente tornando ad una ricerca di simbolismo, cura e profondità narrativa. Molte persone non si accontentano di trame scontate: vogliono una storia che trapassi l’anima.
La responsabilità del lettore
Ed è per questo che ogni lettore dovrebbe fare una scelta consapevole nell’acquisto di ogni opera.
Informandosi sulla trama e prediligendo anche generi differenti e non “di moda”.
Molto spesso, i grandi classici non hanno visto la fama subito, eppure sono diventati immortali nei secoli. Diversi autori hanno sofferto l’emarginazione e la derisione, ed oggi sono diventati dei miti contro un loro presente che li voleva reietti.
Nati non per essere celebri bensì per raccontare qualcosa, anche in modo differente.
Chi scavando nelle viscere dei meandri scomodi dell’anima, chi raccontando di mondi lontani e sconosciuti in modo talmente straordinario da risultare reale.
Per un’umanità che abbia ancora bisogno di bellezza
Amiamo la vera letteratura, culliamo la cultura con lo studio.
Per noi, per il mondo e per un’umanità che ha un disperato bisogno di bellezza.

